Oliver Twist è un film del 2005, diretto da Roman Polański, tratto dall’omonimo romanzo di Charles Dickens. Il ragazzo viene affidato ai signori Sowerberry, impresari locali di pompe funebri dai quali poi, per non essere più umiliato da Noah, garzone principale dell’impresario, scappa, uscendo dal villaggio in cui era nato e raggiungendo Londra. Qui incontra un giovane poco più grande della sua età, soprannominato Dodger «il Malandrino», twist lo conduce in una soffitta dove vive un gruppo di ragazzi che compiono dei furti.

Un giorno, uscito con Dodger e Charley per imparare il mestiere, Oliver viene accusato di un furto commesso invece dai suoi compagni. Dopo essere stato assolto perché riconosciuto innocente da Brownlow, anziano membro dell’alta società e vittima del furto, viene preso da quest’ultimo sotto la sua protezione. L’uomo crede che Oliver sia in grado di dire tutto alla polizia, e decide di ucciderlo, ma confidando la sua idea a Fagin, questi gli consiglia di compiere l’omicidio non appena Oliver guarirà dal dolore al braccio. Nancy, che vuole bene a Oliver, prende accordi con Brownlow per riconsegnarglielo, ma il piano della ragazza non riesce: Fagin, avendo notato un comportamento sospetto in lei, affida a Dodger il compito di seguirla ovunque vada e di rivelare poi quanto scoperto.

Sikes sia «sempre in compagnia di un feroce cane bianco». Decide così di affogarlo nel fiume, ma il suo piano non riesce e il cane fugge via. Intanto Fagin, Oliver e gli altri ladri decidono di spostarsi nella casa di Toby, complice della banda. Poco dopo, Bill fa il suo ingresso nella casa. Tutti quanti hanno paura di lui, tranne Dodger, che infuriato e inorridito per l’uccisione di Nancy, aggredisce l’uomo, non prima di aver giurato davanti a tutti di consegnarlo alla polizia se se ne fosse presentata l’occasione.

Fagin, con Dodger, Toby ed una parte della banda, viene arrestato e così Oliver viene ripreso in consegna da Brownlow. Il ragazzo, di animo gentile e generoso, chiede di poter andare a trovare Fagin, ormai impazzito in carcere e prossimo alla forca, per porgergli l’ultimo saluto. Nel documentario Twist by Polanski, contenuto extra della versione in DVD del film, Roman Polanski parla della sua scelta di girare un altro adattamento cinematografico del romanzo di Dickens. Dopo Il Pianista, il regista era ansioso di fare un film che sarebbe potuto piacere ai suoi bambini. Le riprese del film ebbero luogo a Praga, Beroun e Žatec, nella Repubblica Ceca. Il film ha incassato in tutto il mondo la cifra di 42.

Scott del The New York Times ha definito l’opera «un film vecchio stile ben fatto». Fagin di Kingsley è infinitamente più complesso di tutte le altre impersonificazioni dei precedenti film. Tullio Kezich sul Corriere della Sera ha così commentato il film: Il quadro dell’Inghilterra ottocentesca, evocato negli studi di Praga e dintorni, è esaltato in un racconto apparentemente più disteso, ma rinforzato da sapienti tagli e accelerazioni. Maurizio Porro del Corriere della Sera ha scritto del film: Sembra «L’opera da tre soldi» per piccoli, con tutti i sadomasochismi della letteratura dickensiana. Esperto di crudeltà e di angoscia infantile, il regista evita commiserazione e identificazione, pur lavorando sull’horror sociale.